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L'adolescenza, una debolezza?
Lunedì 27 Luglio 2009 08:46
Salve a tutti, mi chiamo Demis, ho 14 anni e durante questo periodo della mia vita sto sentendo, sempre con maggiore intensità, l’esigenza di trattare un argomento molto delicato: l’adolescenza. Faccio però una premessa: sono un ragazzo che ama in particolar modo l’osservazione, non solo delle persone (che, a dir la verità, mi annoiano per la loro ripetitività); cerco anche di cogliere l’essenza delle cose, una caratteristica che forse mi ha indotto a commentare la debolezza degli adolescenti. Sì! Secondo me, nella maggior parte dei casi, possiamo considerare la debolezza un sinonimo di “adolescenza”. In questa fase della nostra vita , infatti, un piccolo gesto, o una semplice frase detta solo per scherzo, può trasformarsi nel più grande trauma in grado di sconvolgerci l’esistenza. Ecco forse il motivo per cui molti ragazzi si lasciano trasportare così facilmente. Influiscono anche l’incapacità di reagire e ovviamente l’assenza dei giusti ideali per svelare i “trabocchetti” del destino. A questo punto, un comune mortale, si chiederebbe: come è possibile sfuggire a questa minaccia dato che è una tappa obbligata della vita? Io propongo un “rimedio” inarrivabile: la famiglia. E’ proprio grazie al suo supporto, ai valori che ci ha insegnato, infatti, se durante l’adolescenza riusciamo ad assottigliare questa deleteria debolezza. Altri ragazzi meno fortunati, invece, sono costretti a seguire tutt’altro percorso purtroppo: nel caso la famiglia fosse assente, non avverrebbe una riduzione delle difficoltà giovanile, bensì un mascheramento. Gli adolescenti comincerebbero a nascondersi dietro comportamenti che li accomunano a tutti gli altri; di conseguenza entrano in gioco le cattive amicizie, cause dirette di atteggiamenti quali il bullismo, la prepotenza e la presunzione di poter giudicare gli altri come “falliti”, “soggetti” o “secchioni”. Essendo un appassionato di astronomia, concludo facendo un riferimento all’universo, che dovrebbe insegnare a questi “poveri sfortunati” un’importante lezione di umiltà: la nostra piccolezza e miserabilità confronto al cosmo intero è senz’altro…agghiacciante! Demis (26 luglio 2009)
 
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